Cabel e Oracle portano in Italia Flexcube, il core banking 4.0

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Cabel Industry e Oracle pronte con la piattaforma Flexcube per gli istituti bancari italiani.

La prima realta’ gia’ operativa ad utilizzare la piattaforma e’ Invest Banca. La prima banca “retail’ potrebbe essere Banca Etica

E’ stata scelta Firenze, la cornice della Sala dei 500 a Palazzo Vecchio, per annunciare la ‘messa a terra’ concreta e già operativa di un progetto di rivoluzione digitale al servizio degli istituti finanziari e delle banche.

Il progetto vede protagonisti Cabel Industry e Oracle Financial Services, e non e’ un caso, vedremo piu’ avanti che l’evento abbia scelto il nome di ‘Incipit, premesse per l’inizio’. La prima realta’ italiana a beneficiarne e’ Invest Banca gia’ in produzione dal 7 di maggio con la soluzione Oracle FlexCube, scelta indubbiamente anche per l’estrema ‘vicinanza’ con Cabel (e’ una delle realta’ del gruppo).

La piattaforma, fuibile in outsourcing come on-premise, e’ utilizzata da oltre 600 istituti nel mondo e dal dieci percento degli utenti che hanno un conto corrente, e ora e’ localizzata e integrata proprio da Cabel Industry che agisce come outsourcer bancario e si candida quindi a partner d’elezione e riferimento per i progetti Oracle Flexcube in Italia, con l’ambizione di volere e poter scalare la soluzione su progetti sempre piu’ importanti anche nell’ambito del banking commerciale.

Cabel Holding

La collaborazione tra Oracle e Cabel non e’ stata improvvisata. Concretizzata nel 2016 (dopo un confronto in Cabel che risale pero’ addirittura a 4 anni fa) ha visto il rapporto tra le due realta’ stringersi sempre di piu’, con gli esperti Oracle praticamente diventati ‘stanziali’ a Empoli (10 ingegneri indiani con famiglie del tutto integrate, quindi con un vero team distaccato) per adeguare Oracle Flexcube alle specifiche delle nostre realta’ bancarie, alle normative, ma anche ai regolamenti (MfidPSD2GDPR), per la piena sostenibilita’ delle attivita’ anche delle banche commerciali.
All’orizzonte, lo scenario PSD2 alimenta la necessita’ di raccogliere la sfida digitale, con il mondo FinTech che rappresenta’ un’opportunita’ ed e’ parte integrante dei processi di digitalizzazione per questa industry.

Chet Kamat – Managing Director & Chief Executive Officer, Oracle Financial Services SoftwareNon e’ un caso che Cabel Industry, scelta da Oracle per il progetto, ha raccolto essa stessa una sfida: invece di limitarsi a lavorare sul front-end, ha preferito comprendere cosa fare per rendere effettivamente flessibile il ‘core’ e adattarlo di volta in volta a quanto e’ richiesto, anche con un approccio di sana ‘discontinuita’ e disruption, rispetto al passato. E cosi’, operativa dal 1985 come outsourcer, ora si trova nella posizione di poter estendere i casi di utilizzo in una roadmap ancora sostanzialmente da definire ma presto in ogni caso attualizzabile.

I tasselli sono tutti al loro posto con Oracle Flexcube, sostanzialmente una piattaforma core ma modulare, che da un lato permette la rivoluzione dal “core banking” ma anche una serie di integrazioni con partner e clienti degli istituti. Gaetano Correnti, partner KPMG Advisory e Ceo di Norton Nolan Italia, ha evidenziato proprio questo aspetto: “Il progetto si e’ innestato anche in termini di sostenibilita’ nel tessuto per le sue logiche di standardizzazione, abilitanti al cambiamento, per le possibilita’ di adattabilita’, di combinabilita’, di resilienza”.
Stefano Sardelli, Direttore Generale di Invest Banca, a rafforzare il concetto, ha sottolineato come la soluzione Oracle Flexcube possa nei progetti futuri facilitare l’interazione con le ultime innovazioni tecnologiche come Robo-Advisor, Artificial Intelligence, Data science, Social Trading, blockchain.

 

Soprattutto Flexcube ha rappresentato, secondo gli autori del progetto, la dimostrazione di come la “prateria di soluzioni tecnologiche di un grande vendor come Oracle possa effettivamente fiorire anche nel nostro territorio a vantaggio delle nostre realta’ a patto di trovare localmente un seme in grado di adattare le enormi potenzialita’ alle effettive complesse esigenze di economie virtuose ma anche distrettuali”. E’ questa la dichiarazione di Fabio Giuliani, AD di Cabel Industry, che puo’ effettivamente rappresentare una sorta di ricetta esemplare per vendor, partner, system integrator e – come in questo caso – outsourcer focalizzati.

Stefano Tana
Stefano Tana – AD della Holding Cabel e Presidente di Cabel Industry

Il progetto Cabel/Oracle davvero quindi rappresenta un ‘Incipit. E Stefano Tana, AD della Holding Cabel e Presidente di Cabel Industry, intervistato da Silicon, riassume perfettamente i tasselli fondanti: “I nostri progetti futuri Cabel comprendono una timeline che prevede prima di tutto l’approccio alla clientela esistente, certo estensibile ai nuovi clienti. Siamo pronti sia dal punto di vista organizzativo (prevediamo anche di ingrandirci sulla scorta dell’expertise della compagine azionaria che prevede anche la presenza di una societa’ informatica molto forte – SeSa), sia delle risorse. E siamo pronti anche per sostenere all’occorrenza il progetto di una banca commerciale importante. Se questo e’ un sistema modulare, per verticali – come e’ – puo’ essere abbracciato anche da un istituto con un importante sistema proprietario, per moduli, o da nascenti gruppi bancari, in uno scenario di raggruppamento, con la scelta di un core banking effettivamente strategico, declinabile per le banche che fanno risparmio gestito, credito ordinario etc.. Una grande banca puo’ tranquillamente importare il nostro core e utilizzare i propri applicativi da integrare nel core. Il primo golive con Invest non rappresenta comunque un primo step semplificato, anzi. La bellezza di un progetto come questo sta anche proprio nella sua vitalita’e’ stato cambiato, riadattato, sono subentrate modifiche anche normative che ci hanno impegnato. Ora Cabel si pone l’obiettivo di diventare a tutti gli effetti il centro di competenza Oracle FlexCube in Italia, e forse non solo. L’evoluzione delle potenzialita’ del core rimarra’ in capo a Oracle, ma noi siamo pronti a creare valore aggiunto per l’Italia, sulle competenze appunto”. Con la possibilita’ intrinseca in FlexCube di fungere da facilitatore, perche’ e’ sufficiente rimodellare la piattaforma sui processi produttivi delle banche, senza dover scrivere ulteriori programmi.

Cabel sviluppera’ anche una parte consulenziale, erogata da una serie di societa’ gia’ nel gruppo. Il secondo go live e’ atteso tra qualche mese. Chiude Tana“La rivoluzione di un core, che spesso spaventa, e’ critica ma abbiamo alle spalle circa cento migrazioni, non ne abbiamo mai mancata una. L’ultima ad avere migrato con noi e’ Banca Etica, le abbiamo dedicato oltre 40 persone tra informatici e bancari per un vero affiancamento”. Banca Etica ha migrato sulla piattaforma Cabel, ovviamente e una migrazione su FlexCube sarebbe del tutto trasparente. I front che utilizzano il core Cabel domani potrebbero utilizzare FlexCube. Banca Etica potrebbe essere la prima banca retail a tutti gli effetti a passare su FlexCube.

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