Empoli, dieci "piccoli" indiani per l'avamposto di Oracle

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Il colosso informatico americano ha sviluppato insieme a Cabel un progetto d'avanguardia grazie a ingegneri toscani e di Bangalore

I dieci “cervelli” indiani del colosso informatico californiano Oracle e le sessanta menti di Cabel (società toscana di servizi di information technology per le banche), per 24 mesi hanno lavorato fianco a fianco, a Empoli, con discrezione per custodire il segreto industriale di un progetto d’avanguardia.

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Gli indiani, giovani ingegneri informatici under 40, che fanno capo alla sede di Bangalore di Oracle, si sono trasferiti con le famiglie a Empoli. Per due anni hanno vissuto qui. Qui sono cresciuti e sono andati a scuola i loro figli. E qui ogni mattina le loro mogli hanno fatto la spesa al supermercato. Ora che cadono segreto industriale e velo su quello che la collaborazione ha prodotto, è il momento dei saluti e degli abbracci tra chi resta e chi rientra a Bangalore, ma è anche il momento per parlare del seme gettato a Empoli.

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